Alla Sirena di Filicudi, lo chef Giovanni Urbino cura una cucina che cresce grazie allo scambio continuo con i produttori dell'isola e con gli chef ospiti di residenze gastronomiche.
Filicudi è una delle isole più remote dell'arcipelago delle Eolie: poco meno di 300 abitanti d’inverno, circa 3000 turisti e villeggianti d’estate. Le sue strutture ricettive aprono ad Aprile e chiudono ad Ottobre.
Nel borgo di Pecorini a Mare, si trova La Sirena, un ristorante simbolo dell’isola che ha saputo coniugare il patrimonio della sua storia con le innovazioni di Sergio Casoli, il suo attuale proprietario.
Oggi infatti La Sirena è molto più di un ristorante. Gli ruotano attorno un hotel, un lido, una vineria e altre attività. Ma la connessione più sorprendente è quella con Studio Casoli, la galleria d'arte che organizza sull'isola esposizioni e residenze d'artista e che, come scopriremo, ha finito per influenzare anche la cucina.
Innovare senza cambiare identità
Quando Giovanni divenne responsabile della cucina, nel 2024, il primo passo non fu innovare il menù, ma comprenderlo.
Lo fece attraverso un accurato passaggio di consegne con il precedente chef, che gli trasmise le ricette custodite per venticinque anni, a cui i clienti sono molto affezionati.
Nel menù de La Sirena non potrebbero mai mancare piatti a base di pesce fresco e altri ingredienti locali, come i Vermicelli alla Mandorla, con il tradizionale pesto a crudo di mandorle, basilico, aglio e pomodorini.
Al contempo, Giovanni investì subito nella creazione di rapporti personali con i fornitori: per la maggior parte piccoli produttori locali.
Ogni anno, il dialogo con i produttori inizia subito a Ottobre, quando chiude il ristorante: decidono insieme quali prodotti coltivare e quali ingredienti porteranno a tavola l’estate successiva.
Da questo scambio è nata una connessione di valore:
“Io sono di Messina e il rapporto che ho con loro è per me molto prezioso: la signora Anna, ad esempio, mi ha insegnato alcuni segreti delle ricette tradizionali dell’isola”.
Restano poi in contatto tutto l’anno: ben prima che riapra il ristorante, Giovanni prepara le conserve di pesce e sperimenta con il nuovo raccolto.
La Sirena sceglie di valorizzare il lavoro dei piccoli produttori attraverso rapporti di lungo periodo e un riconoscimento economico equo. In questo modo, la crescita del ristorante distribuisce valore in tutta Filicudi.
Dall’arte alla cucina: le residenze gastronomiche
La cultura dello scambio, alla Sirena, non si ferma ai confini dell'isola.
Grazie al legame con Studio Casoli ha preso forma un’idea molto originale: se la galleria ospita artisti in residenza perché possano confrontarsi con Filicudi e lasciarsi ispirare dall'isola, perché non fare lo stesso con gli chef?
Così, nel luglio 2026, La Sirena ha accolto i primi ospiti: lo chef Harry McKenzie e il team del Tramps Bar di Londra. Per alcuni giorni hanno vissuto Filicudi da vicino, affiancando Giovanni non solo ai fornelli, ma anche a pesca e negli incontri con i produttori locali.
Gli ospiti hanno ricambiato con nuove idee e nuove ricette. Tra queste, un gazpacho ideato per valorizzare il melone coltivato sull'isola: un esempio concreto di come ingredienti e tradizioni locali possano dialogare con tecniche e sensibilità provenienti da altri Paesi.
L'esperienza è stata così positiva da aver già dato vita a nuove collaborazioni, con altre residenze gastronomiche in programma a fine estate e per il prossimo anno.
Per Giovanni, il valore di queste esperienze non sta nel portare a Filicudi una cucina diversa, ma nel creare occasioni di confronto autentico.
È un progetto aperto a chi condivide la stessa curiosità e la voglia di imparare dagli altri. Gli chef interessati a vivere un'esperienza di residenza gastronomica alla Sirena possono mettersi in contatto con Giovanni Urbino attraverso il suo profilo LinkedIn.


