Naturale, biologico, biodinamico, convenzionale. Cosa significano? Quali sono le differenze? Negli ultimi anni, amatori e non del vino si sono scontrati con nuove definizioni che prima erano conosciute solo tra gli addetti ai lavori. Termini spesso usati come sinonimi, ma che indicano pratiche agricole e scelte produttive diverse.
Capirle aiuta a orientarsi, soprattutto oggi che cresce l’attenzione verso vini legati al territorio e a filiere più trasparenti.
In Sicilia questo è particolarmente evidente. La varietà dei paesaggi, dei suoli e dei vitigni rende ogni scelta — in vigna e in cantina — immediatamente riconoscibile nel bicchiere.
L’ampliamento del catalogo vini Boniviri nasce da qui: una selezione che tiene conto di molti fattori, tra cui: qualità, metodo agricolo e coerenza del progetto.
Ma capiamo meglio insieme.
Vino convenzionale
Il vino convenzionale rappresenta la quota principale della produzione. In vigna sono ammessi fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, mentre in cantina si interviene in modo diretto per controllare ogni fase.
La fermentazione viene gestita attraverso il controllo della temperatura, l’utilizzo di lieviti selezionati e l’aggiunta di nutrienti. Questo permette di guidare il processo e ottenere un risultato stabile.
Anche la macerazione — la fase in cui il mosto resta a contatto con le bucce — viene regolata con precisione. È qui che si estraggono colore e struttura: i pigmenti (antociani) e i tannini. Durata, temperatura e tecniche come rimontaggi e follature vengono calibrate per ottenere un profilo definito.
A seguire si interviene con chiarifiche, filtrazioni e aggiunta di solfiti per stabilizzare il vino e mantenerlo costante nel tempo.
Vino biologico
Nel biologico la gestione del suolo e della pianta segue pratiche più rispettose degli equilibri naturali.
In cantina restano possibili molti degli strumenti tecnici del convenzionale. Il controllo della temperatura, l’uso di lieviti selezionati e le filtrazioni sono pratiche diffuse.
Anche la macerazione può essere gestita in modo preciso, con l’obiettivo di ottenere un certo livello di colore e struttura. La differenza principale riguarda quindi la coltivazione dell’uva che avviene senza sostanze chimiche di sintesi in vigna.
Tutti i vini presenti nel catalogo Boniviri provengono da aziende che lavorano in biologico, con un’attenzione specifica ai vitigni locali siciliani come la cantina Gurrieri guidata da Giovanni e Angela, parte della rete Boniviri dal 2025.

In foto: un momento durante la vendemmia della cantina Gurrieri.
Vino biodinamico
Il metodo biodinamico introduce un livello ulteriore. La vigna viene trattata come un sistema agricolo autonomo, in cui suolo, piante e ambiente sono interconnessi.
Si utilizzano preparati naturali (un esempio, Maria Genovese di Vigna Nica prepara il cornoletame, un concime che si ottiene fermentando in un corno di mucca il letame durante il periodo invernale) un e si seguono cicli stagionali e lunari. Il lavoro richiede continuità e una presenza diretta del produttore.
In cantina l’approccio tende a ridurre gli interventi tecnici. Anche la macerazione viene adattata all’uva, senza seguire schemi fissi, cercando un equilibrio tra estrazione e integrità del vino.
Nel catalogo Boniviri questo tipo di pratica è rappresentato dal lavoro di Maria Genovese.

In foto: Maria nella sua vigna.
Vino naturale
Il termine “vino naturale” non ha una definizione normativa condivisa, ma indica in genere vini prodotti con interventi minimi, sia in vigna sia in cantina.
La fermentazione avviene spontaneamente, senza lieviti selezionati, e il controllo della temperatura può essere limitato. Anche la macerazione segue tempi meno standardizzati: il colore e la struttura dipendono direttamente dalle caratteristiche dell’uva e dall’andamento dell’annata.
Filtrazioni e chiarifiche sono ridotte o assenti, e l’uso di solfiti è minimo.
Per questo i vini naturali siciliani risultano spesso molto riconoscibili, con profili che riflettono in modo diretto il territorio.
Una selezione che parte dalla filiera
La costruzione del catalogo Boniviri segue una logica precisa: selezionare produttori che lavorano con responsabilità agricola e che mantengono un legame stretto con il territorio.
La Sicilia è il centro di questa ricerca, con un’attenzione ai vitigni autoctoni e a pratiche coerenti con il contesto agricolo.
Il progetto di Maria Genovese, con Vigna Nica a Barcellona Pozzo di Gotto, si inserisce in questo percorso. I suoi Mamertino DOC derivano da una coltivazione biologica con pratiche biodinamiche, in un’area affacciata sulle Isole Eolie.
Sono vini che riflettono direttamente le condizioni della vigna e le scelte fatte durante la vinificazione.
Scegliere cosa bere
Le categorie aiutano a orientarsi, ma conta come vengono applicate. La gestione della vigna, il tipo di intervento in cantina e la scala produttiva incidono tutte sul risultato finale.
Per questo continuiamo ad ampliare il catalogo con attenzione, cercando progetti che abbiano una direzione chiara e riconoscibile.

